domenica 5 settembre 2010

La Città degli Dèi

Si riprende il ritmo usuale dopo brevi (ma intense) vacanze. In attesa di un post dedicato, riprendo gli appunti da un sogno di un paio di mesi fa e lo ripropongo sotto forma di favola. In realtà il suo significato ancora non mi è del tutto chiaro, ma ve lo presento lo stesso così, senza troppe razionalizzazioni. Sarà chiaro al momento opportuno. 
Graditi commenti di ogni genere. 



C'era una volta in oriente un uomo che si mise in cerca della Città degli Dèi.

Egli sapeva che la Città dimorava presso una nota regione confinante con quella del suo regno.


L'uomo si mise in cammino e giunse agevolmente, dopo alcuni giorni di viaggio, fino ai confini del regno e da lì imboccò la strada che conduceva verso l'interno della regione.

Il viandante incrociò un uomo sul tragitto e gli chiese quale via avrebbe dovuto percorrere per arrivare alla Città degli Dèi. Questi gli rispose che poteva seguire tranquillamente la strada che stava percorrendo. Il viandante così proseguì il cammino.


Altre volte si fermò a chiedere conferma della giusta direzione e tutti gli diedero la stessa risposta, finché non arrivò ad un bivio.

Al bivio chiese ad un vecchio che sedeva tranquillo all'ombra di un albero quale fosse la direzione giusta per giungere alla Città degli Déi. Il vecchio fu molto cortese e gli rispose che una qualunque delle due strade lo avrebbe condotto alla Città degli Déi.

Così il viandante scelse una delle strade e proseguì il cammino in cerca della Città degli Dèi.

Il viandante così continuò attraversando villaggi, città e campagne finché non gli fu chiaro che era uscito dalla regione dove sapeva dimorare la Città degli Dèi.

Tutti gli abitanti di quella regione sapevano che la Città degli Dèi è ovunque perché gli Dèi risiedono ovunque e ovunque posano il loro sguardo e il loro splendore.

Se solo il viandante avesse saputo di questa semplice verità avrebbe trovato ciò che cercava.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

> Tutti gli abitanti di quella regione sapevano > che la Città degli Dèi è ovunque perché gli
> Dèi risiedono ovunque e ovunque posano il loro > sguardo e il loro splendore.

Ritengo che "l'enigma" di questa favola (ed il suo stesso significato) risieda nella frase sopra riportata. La divinità non ha una residenza precisa, un luogo elettivo, ma alberga nell'animo stesso di colui che vi crede, dunque non occorre andare troppo lontano per trovarla.
Antonio Magliulo

Ghost of the navigator ha detto...

Grazie per il commento.

In merito al concetto di divino nell'uomo ricordo di una leggenda indù che trovo tanto semplice quanto profonda. Ho ritovato questa leggenda su un blog http://veritas2012.blogspot.com/2010/06/la-divinita-nelluomo.html.

In verità credo che le religioni monoteistiche ci abbiano abituati a porre la divinità in forma di persona e pertanto fuori dall'uomo. Per quanto l'uomo sia considerato a immagine e somiglianza del divino, egli può allontanarsi o avvicinarsi ad esso.

In oriente invece il concetto di unità e interrelazione stretta del tutto dà luogo ad una divinità impersonale di cui tutto è espressione e manifestazione, incluso l'uomo. Il divino è quindi dentro ciascun uomo e ciascun uomo contribuisce al divino: la sua anima vive molteplici vite in un percorso di crescita spirituale (a cui contribuiscono tutte le esperienze del bene e del male) che alla fine lo conduce ad individuarsi nel tutto.

Se alla fine dovessi concludere con un "motto", direi:
Individuare il sacro dentro se stessi, considerarsi una manifestazione del tutto.