sabato 8 agosto 2009

Ci ragiono e scrivo...

Molte cose succedono, molte su cui occorre riflettere.
Diventano però troppe quando il tempo e le energie sono tutte, o quasi, dedite all'andirivieni quotidiano.
Finalmente adesso posso riguadagnare qualcosa per me stesso e condividere sul blog le osservazioni a proposito di una lettura interessante.

"Ci ragiono e scrivo" di Nicoletta Crocella - una mia presentazione da leggere sul web o da scaricare sul vostro pc.

Riporto qui i motivi per cui andrebbe letto.

"Comunque la pensiate, questo libro vi invita a prendere delle misure, ad esercitare il pensiero valutando quanto ci accade intorno quando ci relazioniamo con gli altri, con i nostri vicini, ma anche con i mezzi di informazione, e più in generale con le parole e il loro uso. Comunque la pensiate, questo libro aiuta ad interrogarsi e, nonostante la storia dell’autrice e le sue convinzioni forti, o forse, a ben vedere proprio a causa di questi, non troverete le definizioni di una ortodossia del pensiero, ma inviti ad una azione, ad uno sforzo comune: “Dobbiamo entrare in relazione, dobbiamo abbattere le barriere culturali e mentali che ci avvolgono” è il presupposto costante di ogni riflessione dalla prima all’ultima pagina."

lunedì 9 febbraio 2009

Tra terra e nuvole

Avevo deciso di mantenere il silenzio rispetto al caso Englaro, anche nel mio blog, per quanto piccolo o poco letto che sia. Tuttavia il grado di ingerenza in questa vicenda privata non potrebbe essere più alto in questo momento: privati cittadini e istituzioni, oramai non solo mettono bocca ma incitano o promulgano decreti e leggi ad personam (la politica non è stata capace in diciassette anni di promuovere una legge e ora vorrebbe pretendere di farlo in diciassette ore). Il Presidente del Consiglio ha dichiarato di essere del partito della libertà e della vita contrapponendosi, a suo dire, ad una cultura statalista e, in questo caso, di morte: tuttavia egli fa entrare lo stato in questa dolorosa vicenda privata e persino quando tutto sembra deciso rende, se possibile, tutto più duro e difficile. Chi promulga questa cultura della vita a tutti costi incurante della volontà espressa dalla ragazza, del padre e infine della magistratura, entra di forza in una vicenda e in un dolore privato. Nessuno di tutti loro è il padre di quella ragazza che è l’unico a conoscere e provare fino in fondo il dolore e la gravità della decisione presa.
Comunque la si pensi, l’autore di questo blog è certo del fatto che ci voglia rispetto, il rispetto che ad oggi non si ravvisa persino da parte di persone che rappresentano le istituzioni e che ci sono parole e Parole per esprimere un proprio personale pensiero.
Poiché il blog si occupa di poesia esprimerò il mio sentire in versi. Tiro fuori dal cassetto questo testo solo oggi, benché la mia sensibilità sia stata profondamente scossa da questa vicenda, perché il silenzio ora sarebbe assenza e perché tutto sommato penso di offrire, sommessamente e discretamente, un punto di vista inusuale.


Tra Terra e Nuvole - Un testo di Gianluca Arena sul caso Englaro (PDF)

domenica 11 gennaio 2009

Abbiamo un paese che è di parole

"Abbiamo un paese che è di parole.
E tu parla, che io possa fondare la mia strada pietra su pietra.
Abbiamo un paese che è di parole,
e tu parla, così che si conosca dove abbia termine il viaggio.”

Mahmud Darwish


Abbiamo un paese che è di menzogne
E voi tacete, che io possa fondare le mia strada pietra su pietra
Abbiamo un paese che è di menzogne
E voi tacete, così che si conosca davvero dove tutto ha avuto inizio.

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Nessun poeta, nessuna poesia è estranea al contesto.
Ignorare gli accadimenti è vuoto di parole. Distorcerli è criminale.
Soffermarsi sui dettagli fa male. Dietro i numeri, carne, sangue e sofferenza; potenza, interessi, distruzione, miseria, morte.
Indignazione, indignazione profonda. Sentire, sentire tutto, nel profondo, senza scudi. Sentire, sentire, sentire dentro. E farsi domande, domande vere.