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domenica 1 agosto 2010

che dio ci perdoni se stiamo pregando col libro in una mano la bomba nell'altra



Quando il campo va sminato, il nemico ha già fatto la sua mossa.

Resti di fronte a niente, lo sguardo lontano e le gambe bloccate con i piedi fissi nel terreno. Tutto deve essere immobile prima di cominciare.

Il nemico non c'è, neppure osserva. Questa cosa non assomiglia neppure ad una partita a scacchi, non assomiglia a niente.

Il lavoro – la bonifica – è senza movimento: nessun inseguimento, nessun agguato. Nessun attacco o difesa.

È fredda geometria, quasi perfetta, intaccata dalla variabile del sentire umano.
In questa sfida, fatta di ingegno e concentrazione, si gioca la vita e la paura è una carta scoperta.

In queste condizioni uno sbaglio è più che una possibilità: è una probabilità.

 
In seguito alle notizie riguardanti i due soldati italiani morti in Afghanistan non ho potuto trattenere l'immaginazione. Ho provato a immedesimarmi e a capire cosa un uomo possa sentire un attimo prima di compiere un lavoro come quello della bonifica di una zona minata. 

È così che è nata l'immagine, riportata in apertura, di un uomo di fronte al suo destino. Non so effettivamente quanto sia verosimile o valida, ma ci trovo qualcosa di bello, di affascinante.

Ma come stride questo con la banalità della guerra e di questa inutile guerra in particolare. 

E così mi torna in mente il divario fra vita e letteratura, tra vita e rappresentazione.

La rappresentazione mediatica, poi, rappresenta un discorso a parte.

Colgo i fatti di questi giorni per esprimere il mio dissenso, per ora condividendo un video abilmente costruito sulla famosa canzone dei Negrita. 
 

che dio ci perdoni se stiamo pregando col libro in una mano la bomba nell'altra
 

sabato 24 luglio 2010

Stelle Cadenti

Oggi rievoco le Fiera delle piccola editoria e delle autoproduzioni organizzata dall'Associazione Stelle Cadenti tenuta in occasione della festa tenuta nel borgo antico di Bassano in Teverina.

Sul sito dell'associazione è stato di poco pubblicato il catalogo della fiera che riepiloga il vissuto di quei giorni, le partecipazioni e gli eventi che hanno avuto luogo.

Vi invito a leggere il catalogo.

In questo post mi limito a riportare poche cose che mi hanno coinvolto direttamente o che ho sentito particolarmente.

La fiera è stata innanzitutto un incontrarsi di esperienze e personalità diverse. Molto interessanti sono stati gli scambi con Marco Sbandi delle Edizioni dei 7 mari, e con la poetessa Lidia Quercia (il suo libro Pietre e dimore ha forti rimandi alla relazione tra pietra e parola che avevo già avuto modo di considerare quando ho raccontato quella piccola storia di vita sospesa).

L'incontro con Giuseppe Spinillo che ha presentato il suo libro "La natura organica del dissenso" ha dato luogo ad un momento interessante. Entrambi abbiamo scoperto di aver scritto una poesia sulla vicenda di Eluana Englaro e mi ha coinvolto nella presentazione facendomi leggere il mio testo.


L'ultimo giorno abbiamo giocato con le parole componendo un mosaico semantico, un cammino di parole, una mappa del presente.

Giocate anche voi e trovate voi la vostra strada di parole.

Infine anche qui l'ultimo saluto ad Alfio Pannega, poeta viterbese morto poco tempo prima della fiera e che ho avuto modo di conoscere un poco l'anno scorso durante la manifestazione Stelle Cadenti. La Banda del racconto ha recitato le sue poesie con una performance poetico-teatrale molto sentita.

Non ho citato Nicoletta Crocella e Mario Palmieri ma la loro presenza e la loro capacità di dare semplicemente costituisce tutto ciò che rende possibile occasioni ed eventi come questo.

La cosa che si può dire di loro è: ci sono, con tutte le difficoltà che comporta veicolare cultura, con tutte le difficoltà fisiche o logistiche, ci sono sempre, sanno tener duro e sanno sottolineare che il risontro non è da cercarsi nei numeri ma nella preziosità di ogni singolo scambio, reazione, relazione.

Concludo con la segnalazione della presentazione tenuta da Nicoletta del libro di Maria G. Di Rienzo edito da Stelle Cadenti: Nostra Signora della Luce. Vi rimando a questo post.